La rocca miocenica di Orsara Bormida

DATA DELL'EVENTO
Dom, 14/10/2018 Ore 10.00
LUOGO DELL'EVENTO
Alto Monferrato, Piazza Municipio, Orsara Bormida (AL)
ISCRIZIONE
Obbligatoria entro il 12/10/2018 , gratuita

La Storia

L’antico toponimo di Ursaria deriva dalla presenza leggendaria di plantigradi che, in tempi remoti, avrebbero preso dimora nei numerosi anfratti della rocca calcarenitica.
Dal punto di vista storico è plausibile che sulla sua cima sorgesse, già in epoca romana, un punto di avvistamento per il controllo dalla via consolare Aemilia che, da Aquae Statiellae, si dirigeva verso Derthona. Numerosi sono i cenni storici attestanti la presenza sulla rocca di una fortificazione medievale con annesso borgo e diverse furono le casate che si passarono di mano il feudo: i Del Bosco, i Malaspina, i Lodrone e infine i Ferrari.
Per la posizione strategica gli orsaresi subirono saccheggi probabilmente già nei tempi delle incursioni saracene (X sec. d.C.) con perdita di vite umane e beni materiali; successive vicende cruente, legate al passaggio di truppe in movimento fra Liguria e Pianura Padana, portarono ripetuti momenti funesti. Passarono sicuramente i Lanzichenecchi nel famigerato 1631, poi dal 1644 ai primi anni del 1700 svariati episodi lambirono il paese, sottoponendolo a fatti d’arme nel complicato scacchiere gestito da Francia e Spagna. Nel 1708 Orsara entrò nell’influenza dei Savoia per poi diventare parte integrante del Regno di Sardegna.
Con l’avvento di Napoleone e le campagne d’Italia de l’Armèe, Orsara fu inserita nel Dipartimento di Montenotte. Nell’Ottocento e Novecento numerosi suoi concittadini si distinsero nelle guerre di Indipendenza e nei due conflitti mondiali.
Oggi il tranquillo abitato conta una popolazione di circa 400 anime, notevolmente ridotta per lo spopolamento di questi ultimi decenni. Il centro storico è formato da abitazioni tradizionali a conci, aggrappate alla roccia arenacea, che avvolgono la sommità della rocca fino quasi al castello nobiliare strapiombante sulla piana alluvionale. Presso il palazzo comunale, la comunità può vantare un completo museo etnografico che descrive l’antica civiltà contadina custodendone documenti preziosi.

Geomorfologia

Dirigendosi verso Alessandria, sulla destra idrografica della piana alluvionale del fiume Bormida, si staglia il borgo dai riflessi color ocra, soprattutto nelle ore del tramonto.
La diversa resistenza all’erosione delle rocce sedimentarie affioranti conferisce al panorama un aspetto poco acclive nelle zone in cui predominano rocce tenere, decisamente più aspro ove i litotipi sono più resistenti e meglio cementati.
Ruotando lo sguardo dal punto più alto della rocca, si scorge la sagoma di potenti banconi rocciosi che sostengono a reggipoggio il castello e gran parte del centro storico; quindi, verso sud, il profilo altimetro si fa più dolce per la presenza di marne e argille fino al paese di Morsasco, la cui parte più antica (il cosiddetto ricetto) è nuovamente in rilievo per la presenza di altri livelli stratificati e ben cementati.

La serie stratigrafica

I complessi affioranti, partendo dal basso stratigrafico, sono le Marne di Cessole, le Arenarie di Serravalle, la Formazione di Cassinasco e la Formazione delle Marne di Sant’Agata Fossili che, in prossimità della rocca di Orsara, presenta un suo membro calcarenitico (Foglio 194 - Carta Geologica Italia 1:50.000 - ISPRA ).
Solo quest’ultimo permette facili osservazioni della roccia in posto, denotando banconi spessi di arenarie grossolane ai quali si alternano livelli fini a diatomiti e spongoliti. Talora la stratificazione si fa caotica per la presenza di blocchi a biocalciruditi immersi in una matrice poco consolidata, il che conferisce un aspetto cariato facilitando l’apertura di vuoti e anfratti, anche di notevoli dimensioni.

La paleogeografia

L’età delle successione stratigrafica va dal Langhiano (Miocene inferiore), Serravalliano al Tortoniano (Miocene medio).
Le rocce comprendono un intervallo di tempo di circa 9 milioni di anni. Si parte dalle Marne di Cessole (16 milioni di anni fa), si prosegue con le Arenarie di Serravalle (14-11 milioni di anni fa) per giungere alle più recenti Marne di S. Agata Fossili (11-7 milioni di anni fa).
Le formazioni corrispondono a tre piani crono stratigrafici (Langhiano, Serravalliano e Tortoniano) la cui “serie tipo” è stata studiata per la prima volta in Italia e alla quale si fa riferimento a livello internazionale per le correlazioni geologiche (www.cronostratigraph.org).
L’origine dei sedimenti è sempre marina, con ambienti deposizionali di piattaforma e scarpata continentale. La frazione clastica testimonia l’intenso apporto fluviale, mentre i livelli organogeni ricchi in diatomee, foraminiferi e spicole di spugne segnalano l’intenso accumulo sui fondali di resti di piccoli organismi planctonici. Oltre ai microfossili, i resti di gasteropodi pelagici (soprattutto pteropodi), scafopodi (molluschi fossori), echinodermi (soprattutto i radioli del guscio) e coralli rivelano un ecosistema ricco di vita in un mare non molto profondo.
Nel Miocene gran parte della penisola italiana non era ancora emersa dalle acque, la zona delle Langhe e del Monferrato facevano parte del cosiddetto “Bacino Terziario Ligure Piemontese” formatosi dopo l’innalzamento della catena alpina.
Nell’area dell’odierno Mar Tirreno si prolungava una catena ancestrale costituita da rilievi emersi, probabilmente senza continuità, dall’aspetto di isole allungate da nord a sud.
Un fitto sistema di torrenti scendeva dai versanti con un carico impetuoso di sedimenti distribuito dalle correnti nel mare terziario, progressivamente colmato alla fine dell’era Cenozoica (2-5 milioni di anni fa).
Le recenti spinte orogenetiche degli ultimi milioni di anni hanno innalzato gli ex fondali marini, poi modellati dai corsi d'acqua fino all'attuale paesaggio collinare.

PROGRAMMA

Tramite un trekking adatto a tutti, i visitatori saranno accompagnati nello studio geomorfologico di questa piccola porzione di Alto Monferrato, un po’ decentrata rispetto ai normali flussi turistici. Approfittando della vista a 360 gradi dei punti panoramici, sarà ricostruita la successione stratigrafica miocenica, inseguendo all'orizzonte l’andamento delle formazioni rocciose; lungo i sentieri verranno esaminate le modificazioni antropiche che hanno trasformato l’ambiente da naturale ad agricolo. L’epopea contadina, ormai scomparsa, sarà ricercata nelle svariate testimonianze come i muretti a secco, gli infernotti, le cappelle votive, i pozzi per la captazione e i secolari ciliegi selvatici, posti a sentinella degli appezzamenti.
Cammin facendo verranno proposti schemi e visualizzazioni sul campo per comprendere i rapporti stratigrafici, osservare le tracce fossili contenute nelle rocce e, con esse, ricostruire le associazioni dei viventi che popolavano le acque marine.

Ritrovo presso il Municipio di Orsara alle ore 10.00.
Partenza per trekking di circa tre ore con dislivelli minimi.
Accompagnamento del prof. Marco Pieri dell’Istituto Montalcini di Acqui, di alcuni suoi allievi e di guida CAI.
Pranzo al sacco.
A conclusione, visita del Museo Etnografico di Orsara e discussioni su quanto osservato lungo il trekking.
Termine previsto delle attività: ore 16.00


CARATTERISTICHE DELL'ESCURSIONE
Livello di difficoltà: basso
Distanza: 8 km
Dislivello: 300 m

ABBIGLIAMENTO O EQUIPAGGIAMENTO CONSIGLIATO
sportivo
scarpe da passeggio

ISCRIZIONE E ASSICURAZIONE
Iscrizione obbligatoria entro il 12/10/2018
Quota iscrizione:
- gratuita
Modalità di iscrizione:

Entro venerdi 12 ottobre al numero di cellulare indicato

Numero massimo partecipanti: 50
Assicurazione non necessaria

ORGANIZZATORI E SPONSOR

ISTITUTO ISTRUZIONE SUPERIORE RITA LEVI-MONTALCINI ACQUI TERME, COMUNE DI ORSARA, ASSOCIAZIONE URSARIA AMICI DEL MUSEO, PASSO DOPO PASSO ALESSANDRIA, CAI SEZIONE DI ACQUI TERME, AMICI MUSEI ACQUESI, CENTRO SERVIZI VOLONTARIATO ALESSANDRIA - ASTI, PRO LOCO DI ORSARA, PRO LOCO DI SAN QUIRICO (FRAZIONE DI ORSARA), SPORTRAGE ALESSANDRIA, RADIO VOCE SPAZIO FM 93.8, RADIO VOCE SPAZIO WEB.




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