LA VIA APPIA TRA BENEVENTUM E AECLANUM: IL PATRIMONIO GEOLOGICO E ARCHEOLOGICO
Le vie romane furono costruite secondo progetti precisi e tecniche ingegneristiche eccezionali, che ne garantirono solidità e durata. Rappresentano un fattore di inestimabile importanza nella storia dell'umanità. Il loro impatto è stato universale, facilitando la circolazione di persone, merci, idee, credenze e religioni nel corso dei secoli. La Via Appia Regina Viarum, costruita tra la fine del IV e il I secolo a.C., collegava Roma a Brindisi, attraversando la regione del Lazio e della Puglia. La strada inizialmente attraversava le pianure costiere del Mar Tirreno (nel Lazio) prima di insinuarsi tra i rilievi e le valli fluviali dell'Appennino meridionale (in Campania) e infine attraversare la regione Puglia e Calabria via Taranto, fino al porto di Brindisi, lungo la costa adriatica. Nel 2024, il Ministero dei Beni Culturali italiano ha proposto la "Via Appia Regina Viarum" per l'iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO, riconoscendone la testimonianza unica ed eccezionale della civiltà romana. Nello stesso anno, la candidatura fu accettata e oggi la Via Appia fa parte della Lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO. Un contributo significativo a questa candidatura è derivato dagli studi e dalle ricerche multidisciplinari condotte lungo la Via Appia tra le antiche città di Beneventu e Aclanu nell'Appennino Campano.
Segreteria dell'Ordine dei Geologi della Campania - Emissione Biglietti elettronici (con o senza prenotazione pranzo a pagamento)
Assicurazione consigliata, a carico del partecipante
Ordine dei Geologi della Campania
Università degli Studi del Sannio - Dipartimento di Scienze e Tecnologie
Università degli Studi del Molise- Dipartimento di Bioscienze e Territorio
Università degli Studi di Salerno - Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale
Archeoclub d'Italia







